In un unico sito, un'unica vigna per un'unica tipologia di uva, dando vita ad un prodotto unico. Scelta coraggiosa quella di Maura Sarno, coltivare in un unico sito un vigneto solo di fiano, che per lei significa autentica espressione del territorio.
Candida, antico borgo della provincia di Avellino, è situato a 600 metri di altitudine. In un terreno argilloso calcareo, le viti beneficiano di notti fresche e estati miti, ben tollerando la neve invernale. Il sottosuolo in primavera restituisce alle radici calore e umidità favorendo così la mineralità e l'alimentazione idrica alle viti. In inverno viene effettuata un importante potatura al fine di limitare la quantità di grappoli della vite a beneficio della qualità. In estate sfogliatura e potatura verde permettono di areare i grappoli garantendone la perfetta esposizione al sole.

La vendemmia avviene in piena maturità tecnologica, fenolica e aromatica verso la metà di ottobre ed è effettuata rigorosamente a mano, per evitare ai grappoli ogni tipo di stress. Segue nell'immediato l'ammostamento delle uve con una pressa pneumatica a gabbia chiusa. La pressatura soffice consente l'ottenimento di un mosto ricco di aromi varietali. L'affinamento di circa 6 mesi su fecce fini contribuisce alla complessità ed alla mineralità, rendendo il finale molto persistente.

La vinificazione (Prima vinificazione: 2009) è affidata all’enologo Vincenzo Mercurio che ha impresso a questo fiano uno stile vibrante e delicato. “La scelta di un consulente con il talento e la mentalità di Mercurio riflette l’esigenza di un profondo radicamento territoriale”.
(Guida “I Vini d’Italia 2012” de L’Espresso)

Classificazione:
Zona di produzione:
Anno di impianto:
Ettari vitati:
Composizione del terreno:
Sistema di allevamento:
Densità di impianto:
Produzione per ettaro:
Altitudine:
Uve:
Vendemmia:
Prima vinificazione:
Vinificaziione:
Fermentazione:
Affinamento:
Grado alcolico:
Enologo:
Fiano di Avellino
Candida ( Avellino)
2004
7
argilloso calcareo
Guyot
5000 ceppi /ha
40/60 quintali
630 metri
fiano 100%
metà ottobre
2009
pressatura soffice di uve intere raccolte manualmente in cassette da 15Kg
a temperatura controllata, con lieviti selezionati
6 mesi di affinamento su fecce fini
13%
Vincenzo Mercurio
Colore:
Profumo:


Sapore:

Abbinamenti:

Temperatura di servizio:
giallo paglierino
complessità aromatica con ampi ed eleganti profumi agrumati e floreali,
notevole mineralità sostenuta da un'importante acidità, apprezzabile
le sua notevole sapidità. Nel finale note di miele e nocciola tostata.
morbido complesso ed elegante, di ricca struttura, denota una lunga
persistenza al palato.
indicato con aperitivi, accompagna gradevolmente frutti di mare,
crostacei, piati di pesce, carni bianche e formaggi freschi.
10°-12°
In etichetta vi è un ritratto, opera dell'artista siciliano Giovanni Iudice denominata "1946".
Egli ha consentito l'unione tra arte e vino, laddove il vino è espressione artistica della terra.

L'opera è realizzata a matita, tecnica della quale Iudice è un vero fuoriclasse.
Nel 2010 l'artista partecipa al "festival dei due mondi" di Spoleto con il sostegno, tra l'altro, dell'azienda Tenuta Sarno 1860
e nel 2011 espone alla Biennale di Venezia organizzata da Vittorio Sgarbi su designazione del collezionista d'arte Giuseppe Iannaccone.

www.giovanniiudice.it
La sede legale di Tenuta Sarno 1860 è museo privato in Avellino immerso in uno splendido parco storico. Situata su una collina di memoria borbonica vi si arriva lungo un viale con alberi secolari che conducono alla splendida villa del ‘900 incastonata in una prospettiva solenne ed incantata. La magia degli spazi circostanti la dimora, le statue, la piccola cappella di famiglia, gli antichi reperti che adornano il parco, fanno della Villa Sarno un vero e proprio museo delle memorie. Arrivando si avverte con immediatezza il rispetto per la natura e per l’arte, ciò che traspare in egual maniera dalla filosofia aziendale. La Tenuta Sarno resta in Candida (AV).
Un vigneto all’avanguardia, impiantato secondo le più moderne tecniche colturali, con una grossa densità di ceppi per ettaro, capace di dare una qualità di uve di grande pregio, a discapito della quantità. Vitigno e portainnesto, densità d’impianto, sistema di allevamento, potatura e periodo della vendemmia sono scelte fondamentali capaci di condizionare fortemente il risultato finale. La filosofia aziendale e la sobrietà progettuale sono fondate sulla trasparenza: concentrarsi su un solo vino, coltivando un unico sito che caratterizza una zona, Candida, per dare vita ad un prodotto unico, inconfondibile, con la sua identità territoriale e le sue caratteristiche organolettiche. Autentica e “onesta” espressione del territorio.
La storia del Fiano risale ad epoca romana. Citato da Plinio e Columella, nel corso dei secoli è stato adottato da grandi personaggi d’Italia e d’Europa e, in epoca moderna, è stato riscoperto da un gruppo di illuminati viticultori irpini che ne hanno fatto un punto di riferimento per tutto il settore enologico italiano.
Oggi il fiano è una delle 3 DOCG campane: da disciplinare composto all’85% di fiano e al 15% da Greco, Coda di volpe bianco o Trebbiano Toscano, ma vinificato in purezza raggiunge la sua massima espressione.
La zona di questo vitigno, è situata in media collina, ed è caratterizzata da terreni compatti ricchi di potassio e fosforo e formati da argille sabbiose. Il vino Fiano di Avellino, ottenuto dal vitigno fiano, definito "vitis Apiana" perché delle sue uve erano ghiotte le api, è a bacca bianca. Se ben conservato siamo in presenza di un vino molto longevo.
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